Coltivazione & Benefici

Studio britannico propone di ‘riportare’ la scienza nell’agricoltura del post-Brexit

10 ottobre 2018 - Un nuovo report pubblicato oggi, ‘La genetica vegetale nel Regno Unito: un ambiente normativo per massimizzare il vantaggio per l’economia del Regno Unito dopo la Brexit’, avverte che mantenendo uno stretto allineamento con le attuali regole ‘mal-governate’ dell’UE (per gli Ogm) nell’era del post-Brexit, rischia di causare ulteriori perdite di benefici economici e sociali più ampie.


Al momento, tutte le innovazioni biotecnologiche vegetali nel Regno Unito sono soggette alla cornice regolamentare dell’Unione europea, che include un sistema di approvazioni per gli Ogm che non è mai stato propriamente implementato, portando a significativi ritardi di autorizzazioni e a opinioni scientifiche spesso ignorate. Questo ha contribuito a incertezze negli affari, distruggendo il commercio e allontanando dal settore del miglioramento varietale gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Il rapporto sottolinea, per esempio, che il sistema normativo europeo per la biotecnologia vegetale ha già contribuito a una perdita significativa di lavori dall’alto valore aggiunto nella ricerca scientifica e ha già lasciato nel Regno Unito un gap nella ricerca e sviluppo. La spesa privata nel settore ricerca e sviluppo è crollata drammaticamente negli ultimi 20 anni, da circa 50 milioni di sterline all’anno a fine anni ’90 a circa 1,25 milioni oggi.

Una decisione recente della Corte di Giustizia europea, che sottopone gli ultimi metodi di selezione varietale, incluse le colture modificate geneticamente, al sistema normativo degli Ogm, mette ancor di più l’UE in contrasto con le nazioni leader nel mondo per produzione ed esportazione agricola che, basandosi su una scienza sicura, hanno deciso che molte di queste innovazioni non devono essere regolate “come Ogm”.

Il report considera tre scenari futuri per la regolamentazione delle colture modificate geneticamente e per gli Ogm, partendo dal mantenimento dell’attuale allineamento all’Unione europea, passando a una migliorata attuazione delle norme europee, fino allo stabilire un proprio percorso di leggi britanniche sia sugli Ogm che sulle varietà modificate geneticamente.

Il documento conclude che benefici potenziali a lungo termine per l’economica britannica sono verosimilmente maggiori se il Regno Unito stabilirà un proprio sentiero nel regolamentare sia gli Ogm sia le specie modificate geneticamente sulla base dei dati scientifici, in coerenza con i sistemi normativi operanti in molte altre economie avanzate del mondo.

È questo il probabile risultato ai maggiori livelli di spesa e occupazione nella ricerca genetica vegetale britannica, e potrebbe inoltre portare a uno sviluppo di nuove specie vegetali disponibili per gli agricoltori e per il settore della trasformazione alimentare britannica.

Leggi e scarica l’intero report sul sito PG economics.


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