Coltivazione & Benefici

Ogm, gli effetti sulla salute: l'esperta fa chiarezza

Riportiamo l'intervista a Chiara Tonelli, prof.ssa di Genetica Università Statale di Milano, di Carlotta Mantovan, Michele Mirabella e Pier Luigi Spada, andata in onda nel corso del programma Tutta Salute  di Rai 3, il 10 ottobre (dal min. 33:40 al termine)
 

Cosa sono gli Ogm?

Ci riferiamo soprattutto alle piante che sono state migliorate attraverso l’introduzione di geni che possono dare caratteristiche utili per la coltivazione. Ad esempio i due Ogm più utilizzati nel mondo sono quello che porta tolleranza agli erbicidi principalmente per la soia, e la resistenza agli insetti per mais cotone e melanzana. Queste sono le due caratteristiche principalmente utilizzate.


Oltre a questi prodotti quali altri esistono e quanti ce ne sono in Italia in commercio?

Esistono tanti altri prodotti, ad esempio la papaya resistente a un virus che aveva annientato tutte le coltivazioni, oppure altri tipi di Ogm usati in piccole quantità che portano resistenze ad agenti patogeni oppure a diserbanti. In Italia non si può coltivare nessuno di questi Ogm. In Europa è stata permessa la coltivazione solo di un mais resistente agli insetti che però deve essere autorizzato Paese per Paese. Cioè, ogni stato membro può decidere se permetterne la coltivazione al suo interno. Per quanto riguarda l’importazione di piante coltivate altrove, moltissime sono state autorizzate dall’Europa. In Italia importiamo principalmente soia e semi di soia resistenti agli erbicidi e mais resistente agli insetti.

 

Gli Ogm fanno male?

No, assolutamente, perché ogni pianta per poter essere coltivata e poi commercializzata, viene sottoposta a oltre dieci anni di prove e analisi a tutti i livelli e solo dopo che tutti i documenti sono stati sottoposti a vari enti, la pianta viene autorizzata. Nessun alimento in circolazione è mai stato analizzato nel dettaglio tanto quanto gli Ogm.

 

Il rischio non potrebbe emergere fra molti anni, visto che l’innovazione è recente?

Si è iniziato a coltivare Ogm nei primi anni ’90, sono 25 anni che si coltivano e non si sono trovati effetti nocivi né per ambiente né per salute.

 

C’è il rischio che gli alimenti che consumiamo contengano Ogm senza che lo sappiamo?

Assolutamente no. Prima di tutto, ciò che noi importiamo viene utilizzato solo come alimento per i mangimi per gli animali e non per alimentazione umana. Poi, se un alimento contiene Ogm a un livello superiore dell’1% deve essere scritto. Per l’alimentazione umana nessuno è stato autorizzato in Italia.

 

Molti hanno paura che le modifiche diventino incontrollabili nella catena alimentare che riguarda terreni e animali. Come risponde?

No, sono molto controllati, hanno tutta una serie di caratteristiche. Difficilmente ad esempio nel mais il polline può incrociarsi con altri tipi di mais normali, questo lo si dimostra dal fatto che non ci sono stati problemi a livello ambientale.

 

Distruggono la biodiversità e danneggiano l’ambiente?

No, assolutamente no. Le nuove tecniche biotecnologiche che si vorrebbero usare nel futuro, chiamate "gene editing" dove si entra all'interno del Dna della pianta e si sotituisce solo un mattoncino, una o due basi, queste tecniche possono essere a favore della bidiversità, perché è un processo molto semplice. Lo si potrebbe fare su ogni varietà di zucchina, in teoria.

 

I funghi Ogm non esistono ma i lieviti si. Vengono usati per far fermentare. Avremo anche birre e vini ogm?

Credo che sono già utilizzati dei lieviti modificati per produrre determinati prodotti caseari. Le modifiche sono sempre state fatte. L’idea di mangiare cibo naturale è un po’ un controsenso. Perché se vogliamo il cibo naturale sono le patate selavatiche. Nessuno di noi si mette a mangaira una mela selvatica o una ciliegia selvatica perché sono cattive e spesso molto tossiche. Quando l’uomo ha iniziato a sviluppare l’agricoltura più di 10mila anni fa ha iniziato a selezionare piante che potessero essere più utili, che producessero di più, meno tossiche e così via. Questo processo di selezione si è basato su una modifica di geni che avveniva spontaneamente. Il processo di miglioramento va avanti da 10mila anni.

 

In questa chiave di ottimismo della volontà e anche della speranza, quali sono i prossimi traguardi?

I prossimi traguardi sono molto importanti. Nei laboratori si stanno studiando piante che possano essere meglio adattate ai cambiamenti climatici che osserviamo: piante resistenti a siccità, piante che si potranno coltivare su a terreni salini, piante resistenti a patogeni in modo da ridurre tutta la parte chimica.


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